L’ERA DEL TRAMONTO DELLA PENNA BIRO

Da dei dati analizzati in America, pare che la gran parte degli studenti non sia più in grado di scrivere o leggere una lettera in corsivo minuscolo. Ovviamente si tratta di una graduale mutazione culturale e cognitiva, i cui effetti si stanno tristemente manifestando nelle nuove generazioni nate durante la scelta del sistema scolastico americano di eliminare la scrittura corsiva nelle scuole.


La mia generazione (rigorosamente italiana e degli anni 80) non poteva andare a scuola senza penne e matite, pena rigoroso cazziatone e nota sul diario. Anzi, fra compagni c’era la gara a chi portava la penna più bella, che scrivesse meglio e che avesse, appunto, la funzione per cui fu creata. La mia maestra Sig.ra Margherita, cui le si dava rigorosamente del Lei e onnipresente per tutte le materie, ci faceva utilizzare due quaderni: quello con la foderina blu era di bella per l’italiano, quello con la foderina rossa era per la bella di matematica. E oggi? La digitalizzazione sta comportando la perdita di tutto questo, una sorta di “fallimento” di cui la scuola sta scegliendo piano piano di farne parte.


Scrivere ci rende unici. Attraverso il tratto di scrittura esce lo specchio distintivo del nostro essere come persone e per capire questo basta semplicemente pensare che non esistono due scritture umane identiche. Con lo scrivere si lascia l’impronta digitale della nostra anima, la voce dell’io che si manifesta in maniera unica. Essa evolve con noi: da bambini fino alla vecchiaia, la nostra scrittura non è mai uguale, segue in tutti i passaggi le nostre vite, come rughe marchiate sulla pelle. E la digitalizzazione è il filler per la scrittura: perfetta, univoca, uguale per tutti, impersonale.


Si rischia così di andare incontro ad una sorta di analfabetismo. Se prima tale condizione era collegata alla mancata possibilità di frequentare la scuola, oggi invece è la conseguenza di una evoluzione ideologica di pedagogisti ed esperti educatori che stanno abbandonando l’insegnamento tradizionale della scrittura in corsivo per rendere l’apprendimento più semplice e veloce, più digitale ed informatizzato.


La penna non potendo essere cancellata, costringeva il cervello a fare scelte veloci dei vocaboli da utilizzare, contemporaneamente impegnati a dare la massima attenzione e a scrivere bene tutte le lettere seguendo tutte le regole grammaticali. Veniva così favorito un naturale sviluppo cognitivo stimolandoci a essere più curiosi e attivi.


Chissà se si stia realmente riflettendo su tutti questi risvolti. Sarebbe un passo pedagogico e ideologico molto importanti per la nostra vita, quasi come quello sulla Luna. Meditiamo.

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